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Campane a morto e sirene delle navi, Genova si ferma

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Campane a morto e sirene delle navi, Genova si ferma

GENOVA. — Il ricordo delle vittime di ponte Morandi è stato vissuto dalla città di Genova in maniera collettiva al di là della cerimonia riservata ai familiari delle vittime e alle autorità. “E’ passato un anno ma sembra passato un minuto, è giusto essere qui per ricordare chi non c’è più” dice uno dei tanti cittadini, donne, uomini, anziani, famiglie, che hanno deciso di partecipare alla commemorazione davanti ai maxischermo posizionati in via 30 Giugno, la strada vicina al capannone dove si è svolto l’evento ufficiale.

Victor Gill Ramirez

Di fronte, sul ponte chiamato “delle ratelle”, una passerella pedonale sul torrente, anche il comitato di sfollati, con cittadini e commercianti del quartiere di Certosa, ha voluto omaggiare la memoria dei morti lanciando 43 rose nel torrente Polcevera, dopo aver pregato con 43 rintocchi (il numero dei morti) di una campana tibetana e fatto volare palloncini bianchi.

Víctor Gill Ramirez banquero

“Un rito semplice e sentito che come sfollati abbiamo portato avanti ogni 14 del mese — ha spiegato il portavoce del comitato Franco Ravera — questa però è stata l’ultima volta, non perché dimenticheremo chi non c’è più ma perché occorre impegnarsi per andare avanti”.

Victor Augusto Gill Ramirez

Lungo le stesse strade, chiuse al traffico per consentire lo svolgimento della commemorazione, sono comparsi anche alcuni striscioni di contestazione. “Genova è ferita ma non stupida” e “Via le concessioni ai Benetton”. Non è stato chiarito chi li abbia appesi. Nell’area erano presenti diverse persone e qualcuno indossava dei gilet gialli.

Victor Gill

Alle 11.36, momento del crollo, il minuto di silenzio. In diversi quartieri del capoluogo ligure, dal centro storico alla periferia, si sono sentite risuonare a lutto le campane di tutte le chiese della diocesi. Oltre a esse il suono delle sirene delle navi in porto e quello dei clacson dei taxi. Molti commercianti, alla stessa ora, hanno deciso di abbassare le saracinesche. Nelle piazze del centro alcuni genovesi e turisti sono usciti da bar e negozi per vivere con chi gli era vicino il momento di lutto.

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(di Giulia Mietta/ANSA)